domenica 30 novembre 2014

Un pittore da riscoprire: Giuseppe Lorenzo Gatteri

Il 1° dicembre 1884 moriva a Trieste uno dei pittori più popolari e amati dell'Ottocento triestino, Giuseppe Lorenzo Gatteri. Artista dotato di un talento naturale, che a poco più di dieci anni gli assicurò la fama di enfant prodige, restò sempre fedele a una concezione tradizionale dell'arte e coltivò per tutta la vita la pittura di storia, sulla scia della grande scuola veneziana che frequentò intorno alla metà del secolo, prima di tornare definitivamente a Trieste. Morto a soli cinquantacinque anni, lasciò un vuoto nel mondo artistico triestino anche per l'impegno e la passione con cui si era battuto per l'italianità di Trieste.
A Gatteri il Museo Revoltella dedicherà a breve un incontro pubblico in cui la conservatrice Susanna Gregorat e la storica dell'arte Francesca Nodari parleranno della catalogazione, appena terminata, delle opere di Gatteri appartenenti al Museo Revoltella.
Di seguito alcuni testi tratti dalla mostra "Arte e Nazione. Dagli Induno a Fattori nelle collezioni del Museo Revoltella" (2011) di cui sta per uscire il catalogo.   >>>>>

domenica 16 novembre 2014

I corsi di storia dell'arte del Museo Revoltella


Sulla scia di una ormai consolidata tradizione, iniziata nel 2000 col primo corso di storia dell’arte tenuto al Museo Revoltella dalla professoressa Caterina Prioglio Oriani, accolto con molto entusiasmo dal pubblico, anche quest’anno viene proposta una serie di incontri che hanno carattere di “corso” poiché sono strutturati secondo un criterio di progressivo apprendimento della storia dell’arte.
I due corsi di storia dell’arte greca e romana e storia dell’arte moderna, per un totale di 21 lezioni, iniziano il giorno 24 novembre. Le lezioni si terranno nell’Auditorium del museo Revoltella. I vasti repertori di immagini proposti in powerpoint faranno anche riferimento agli strumenti e ai reperti che i partecipanti possono vedere sempre esposti nei musei. Per ciascun argomento trattato saranno consigliate dai docenti letture di approfondimento.

sabato 9 agosto 2014

la "domenica dei triestini" con invito a fotografare!

FOTOGRAFATE IL MUSEO! Come ogni mese, la seconda domenica è la giornata in cui i triestini (che siano nati, residenti o studenti) possono entrare liberamente nei musei civici. Anche domani, perciò, 10 agosto, chi voglia scoprire o riscoprire la storia della propria città troverà le porte aperte in queste strutture: il Museo Revoltella sarà visitabile dalle 10 alle 19; Museo di storia e arte e Orto lapidario dalle 9 alle 18; al castello di San Giusto si potrà dare un’occhiata all’armeria e al lapidario tergestino dalle 10 alle 18, e alle mura esterne dalle 9 alle 19. E ancora: porte aperte anche ai musei Teatrale, Orientale e Sartorio 10-18; Museo di Storia Patria e Morpurgo solo ma mattina dalle 9 alle 13; la Risiera di San Sabba farà orario continuato dalle 9 alle 19; e il Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” rimarrà aperto dalle 10 alle 19. Magari può essere proprio l’occasione - se ancora non l’avete fatto - di dare una prima sbirciata al neo-inaugurato museo di via Cumano 22. Tra l’altro, lo ricordiamo, fino al 31 agosto il Museo de Henriquez sarà aperto gratuitamente con orario 10-19 (lunedì chiuso). Ma c’è un’altra sorpresa perché sarà una giornata all’insegna dello slogan “Fotografate tutto ciò che vi colpisce” per pubblicare poi le immagini più belle del nostro patrimonio sui social network, o per inviarle agli indirizzi Internet del Museo Revoltella (revoltella@comune.trieste.it) o dei Musei di Storia ed Arte (civicimusei@comune.trieste.it) . L’invito di domani, quindi, sarà quello di andare a caccia delle opere più amate e di riprodurle attraverso i vostri smartphone, apparecchi digitali, tablet e quant’altro offre la tecnologia attuale per diffondere il nostro prezioso patrimonio culturale.

sabato 2 agosto 2014

Musei senza frontiere una nuova rete unisce i musei del litorale

Musei senza frontiere/Muzeji brez meja. I Musei di Trieste (Civici e Castello di Miramare) e del Litorale sloveno hanno siglato un'innovativa convenzione: l'ingresso a solo 1 euro per ogni visitatore che abbia già acquistato (nei 20 giorni precedenti) un biglietto in uno dei musei del Paese vicino.
Un'iniziativa senza precedenti all'insegna della comune storia e cultura dell'area nord-adriatica e nello spirito dei trattati istitutivi dell'Unione Europea, per il pieno sviluppo delle culture degli stati membri.
Una significativa novità, destinata ad ancor meglio avvicinare le nostre popolazioni, far reciprocamente conoscere i rispettivi patrimoni culturali, accrescere ulteriormente la già proficua collaborazione fra le istituzioni museali e culturali a ciò deputate, è stata presentata nella stessa giornata, giovedì 31 luglio, in due conferenze stampa tenute al Museo regionale di Capodistria, e poi al Museo Revoltella di Trieste,  dove è stata illustrata la convenzione internazionale appena siglata tra la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del FVG e la locale Soprintendenza riguardo al Museo storico del Castello di Miramare, i Civici Musei – sia quelli storico-artistici che quelli scientifici – del capoluogo giuliano e i due maggiori musei del Litorale Sloveno: il Museo del Mare di Pirano e il Museo regionale di Capodistria. Convenzione che entrerà in vigore già da domani 1 agosto (per la durata di un anno, ma tacitamente prorogabile anche per il futuro) e che prevede l'ingresso a prezzo scontato, ovvero al solo costo di 1 Euro, in qualunque dei Musei aderenti, per ogni visitatore che abbia già acquistato, nei 20 giorni precedenti, un biglietto (indipendentemente se singolo, familiare o di gruppo) di un altro dei suddetti musei, situato nel Paese vicino.


Rossella Fabiani, Nicola Bressi, Maria Masau Dan, Luka Juri, Luka Caburlotto, Franco Juri
Non casualmente l’iniziativa è stata infatti denominata “Musei senza frontiere – Muzeji brez meja”, intendendo anche ispirarsi ai trattati istitutivi dell’Unione Europea e particolarmente al Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 laddove si afferma (all’art. 167) che “L’Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune”.
E proprio a tale profondo retaggio comune, storico e culturale, che certamente contraddistingue l’intera nostra zona e tutta l’area dell’Adriatico nord-orientale, anche per la secolare comune convivenza nell’ambito dell’Impero d’Austria-Ungheria, si sono richiamati tutti gli intervenuti all’odierna conferenza stampa: Maria Masau Dan direttrice dei Musei Civici di Trieste e il direttore dei Civici Musei Scientifici Nicola Bressi, il direttore del Museo del Mare di Pirano Franco Juri, il direttore del Museo regionale di Capodistria Luka Juri, il Soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia Luca Caburlotto e la direttrice del Museo storico del Castello di Miramare Rossella Fabiani (tra i firmatari della convenzione anche il Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del FVG Pierpaolo Dorsi, oggi non presente alla conferenza).

In particolare, la direttrice dei Musei Civici Maria Masau Dan ha fortemente sottolineato come sia questa “la prima volta in assoluto che vede i musei di quest'area unire le forze per creare una rete per lo sviluppo e la valorizzazione reciproca del patrimonio culturale conservato. Un’occasione internazionale che consentirà tra l’altro – ha osservato – di instaurare ora anche un più concreto e diretto rapporto fra gli stessi Musei Civici cittadini e la struttura statale di Miramare. E, in ogni caso, un ulteriore e significativo passo verso quell’”Europa dei musei e della cultura” che riteniamo fondamentale per ancor più avvicinare e far incontrare i cittadini e le conoscenze dei diversi Paesi del Continente”.
Nella stessa ‘linea di pensiero’ il giovane direttore del Museo regionale di Capodistria Luka Juri che ha spiegato l’iniziativa con il desiderio di “stimolare la visita reciproca a istituzioni che rappresentano il meglio della nostra antica e comune tradizione culturale e museale. Visite e incontri che, specialmente in questo Centenario della Prima Guerra Mondiale, potranno ancor meglio far comprendere a tutti quale patrimonio fondamentale sia la pace e quale fu il livello di convivenza e di cultura quando tutti noi assieme facevamo parte di un “terzo” e unico Paese che oggi non esiste più” (il riferimento è ancora all’Impero A.U., n.d.r.). Concludendo con l’auspicio della costituzione di un’unica rete museale della nostra area.


E ancora, il direttore del Museo del Mare di Pirano Franco Juri per sottolineare l’importanza di “una cultura aperta a tutto il mondo”, i proficui rapporti già esistenti con i Musei triestini (e in questo caso in particolare con il Civico Museo del Mare di Campo Marzio) e per comunicare il pieno sostegno all’odierna iniziativa da parte del Ministero della Cultura della Slovenia espresso attraverso uno specifico messaggio inviato per l’occasione dal Ministro Uroš Grilc.
Dal canto suo, il Soprintendente Luca Caburlotto, recando anche il saluto e l’adesione della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici ed esprimendo la propria viva soddisfazione per un’iniziativa che sarà molto utile per superare non solo i residui confini geografici e culturali ma anche le barriere burocratiche che talvolta si sovrappongono, ha manifestato l’auspicio che l’intera “operazione” possa venir efficacemente ‘trainata’ in primo luogo dal Castello di Miramare grazie al suo consueto e crescente alto numero di visitatori. A proposito dei quali la direttrice Rossella Fabiani ha spiegato come si registri ora un nuovo aumento delle “cifre”, con oltre 129 mila presenze solo in questo primo semestre del 2014, con un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Incrementi segnalati da parte sua anche dal direttore dei Civici Musei Scientifici di Trieste Nicola Bressi che ha riferito di una crescita significativa in particolare del Museo di Storia Naturale di via dei Tominz – che in questo semestre ha già raddoppiato rispetto allo scorso anno – e di un’attesa di ulteriori forti incrementi “in sinergia” con il nuovo Museo “de’ Henriquez” appena inaugurato nella vicina via Cumano, premessa per un nuovo ‘polo’ museale cittadino nella zona di Montebello, fortemente attrattivo. “E non possiamo sottovalutare il fatto – ha concluso Bressi – che, nel loro insieme e allargando tutte le opportune reciproche sinergie e collaborazioni, i Musei dell’Alto Adriatico costituiscono un’”offerta” culturale senza paragoni per qualità, ampiezza e peculiarità delle proposte”.


Tutti concordi dunque nel considerare la nuova convenzione come un primo, rilevante passo verso una più ampia, comune promozione culturale e turistica transfrontaliera, oltre che un importante passaggio storico e simbolico per tutte le Istituzioni culturali di Trieste e del Litorale.

Proprio in questo spirito un’analoga conferenza stampa si era svolta poco prima, in mattinata e con gli stessi “protagonisti”, al Museo regionale di Capodistria.

domenica 20 aprile 2014

Anniversari. Enrico Prampolini a 120 anni dalla nascita


Qualcuno ha ricordato oggi l'anniversario della nascita di Enrico Prampolini, nato a Modena il 20 aprile 1894, esattamente centoventi anni fa e morto a Roma nel 1956? Probabilmente nessuno...
Noi lo ricordiamo per due motivi: perché negli anni venti è stato uno degli artisti futuristi che maggiormente hanno influenzato il movimento futurista giuliano, da Carmelich a Crali, e perché il Museo Revoltella possiede un'opera particolarmente interessante del suo ultimo periodo. Visto che anche Wikipedia dedica a questo artista una biografia molto scarna, pubblichiamo la scheda dell'opera e aggiungiamo anche qualche elemento in più sulla sua vicenda artistica.
Di Enrico Prampolini il Museo Revoltella possiede l'opera "Organismo plastico", olio e sabbia su tela, cm 100x100, datata 1953-54, acquistata alla Biennale di Venezia.
 
 
Alla Biennale del 1954 questo polimaterico era esposto nella sala personale dedicata all'artista, accanto ad altri venti lavori eseguiti nel lungo arco cronologico che va dal 1914 al 1954; nella stessa occasione è stato acquistato (per la somma di 180.000 Lire) dal Museo Revoltella - assieme alle opere di Moreni, Corpora, Castelli e a uno studio di Spazzapan - secondo una politica museale di acquisti indirizzata prevalentemente verso la tendenza non figurativa dell'arte italiana. L'opera è firmata e datata in basso a destra "E. PRAMPOLINI 53-54", ma è stata finora pubblicata con datazioni diverse, riferite tanto al 1953 quanto al 1954, poiché l'inventario del museo riporta la prima data, mentre il talloncino della Biennale - posto a tergo dell'opera - e una scritta autografa, rinvenuta dietro la riproduzione fotografica del suo archivio privato (come riferisce Menna in Prampolini, 1967, p. 253), la datano 1954. Non sembra, tuttavia, casuale il fatto che l'artista abbia riportato in calce all'opera la datazione 1953-54, intendendo forse far rilevare che essa è il frutto di un lungo lavoro di progettazione compositiva, documentato dai suoi due ultimi quaderni di studio (oggetto di una mostra organizzata nella galleria privata d'arte moderna "SM 13", di via Margutta a Roma, tra il marzo e l'aprile del 1969). Nel primo dei due taccuini - che reca sulla copertina l'iscrizione autografa "Capri - Roma - 1953-54" - sono stati eseguiti, a matita nera o colorata, 466 minuscoli progetti (spesso non più grandi di un francobollo) di pitture da cavalletto, mentre nel secondo - che riporta la dicitura "Capri - Roma - 1953-54-56" e s'interrompe in corrispondenza alla data della scomparsa dell'autore, nel giugno del 1956 - vi sono 450 bozzetti di piccole dimensioni di opere in gran parte mai realizzate. Tali taccuini sono importantissimi per comprendere l'iter creativo dell'ultimo Prampolini, poiché dimostrano che "il suo modo di pensare un quadro era quello di impegnarsi attraverso una serie di sequenze, variando e semplificando per rendere sempre più significante l'immagine successiva, fino a raggiungere una perfetta proporzione fra gli elementi compositivi, tale che potesse reggere a tutti gli attacchi del suo acuto spirito critico" (M. Conte, Presentazione della mostra "Prampolini. Gli ultimi taccuini di studio 1953 - 1956", Roma, SM 13, 1969)

In questa, come nelle altre opere dipinte da Prampolini nel secondo dopoguerra, le tematiche cosmiche e le ricerche polimateriche - derivate dalle sue esperienze nell'ambito dell'aeropittura futurista e nei gruppi parigini non figurativi "Cercle et Carré" e "Abstraction-Création", tra gli anni '20 e '30 - confluiscono in un linguaggio maggiormente attento alla forma geometrica dei campi cromatici e all'impaginazione degli stessi, al fine di dare all'opera d'arte un equilibrio ritmico-spaziale che le permette di esistere autonomamente, come un organismo dotato di leggi proprie. Anche la materia - nel caso in esame la sabbia, che ritroviamo nella campiutura in basso a sinistra e mescolata all'olio nella zona marrone - è "parte integrante della composizione polimaterica, i cui elementi formativi tendono a esprimere la continuità nella discontinuità, la dissonanza e l'assonanza di rapporti. Rapporti che, operando per contrasto, non valgono esclusivamente per la forma "dell'elemento-oggetto", quanto per la presenza biologica della materia stessa". (E. Prampolini, in Arte Polimaterica, Collana "Anticipazioni", n. 7, O.E.T. Roma, Edizioni del Secolo, 1944).

Anche Giuseppe Ungaretti, nel presentare la sala personale dell'artista alla Biennale di Venezia del 1954, ha evidenziato come, nella sua ultima produzione, "le tensioni, le dissonanze, le irradiazioni, le esplosioni, ogni violenza" trovino una superiore armonia nell' "infinita misura delle linee di forza" e "nel valore d'innovazione della materia che i rossi, che i gialli, che i bianchi, che i viola - l'uso stupefacente di tutto il giuoco degli innumerevoli neri - che i colori non più colori ma polpa stessa della materia affermano colmi di poesia". (G. Ungaretti, in XXVII Esposizione Biennale…, cat. mostra, Venezia 1954, pp. 127).
Nicoletta Bressan




PRAMPOLINI, Enrico
(Modena, 1894-Roma, 1956)
Frequenta a Roma, nel 1912, l’Accademia di Belle Arti dove è allievo di Duilio Cambellotti. Fin da quell’anno inizia a esporre (Montecatini), a realizzare le prime illustrazioni per riviste e a scrivere, di musica, teatro e arte per conto di alcuni periodici.
In contatto con i futuristi dal 1913, espone con essi, nel 1914, alla Galleria Futurista Sprovieri di Roma. L’anno successivo si avvicina particolarmente a Balla e alla sua produzione e nel 1916 entra in contatto a Roma con Tristan Tzara. Nel 1917 espone le sue opere alla Galleria Dada di Zurigo e, qualche mese più tardi, fonda la rivista “Noi” assieme a Sanminiatelli.
In questi anni Prampolini è molto attivo anche nell’ambito dello spettacolo, nella triplice veste di autore teatrale, scenografo e costumista (Thais di Bragaglia,1916; Teatro del colore di Ricciardi, 1920), costantemente in relazione con le sperimentazioni avanguardistiche europee. Tale esperienza lo condurrà ad istituire a Parigi, nel 1925, il Teatro della Pantomima Futurista.
Nel 1919, assieme a Mario Recchi, fonda a Roma la Casa d’Arte Italiana e, nell’ambito di una personale, presenta oggetti d’arredo da lui stesso disegnati.
Anche se residente a Parigi dal 1925, Prampolini, che nella capitale francese promuove (e vi partecipa) svariate esposizioni futuriste tra il 1923 e il 1932, mantiene i contatti con il suo paese mediante un’intensa attività espositiva, prendendo parte alle più importanti rassegne italiane. Oltre a partecipare, nel 1925, alla III Biennale romana, è presente l’anno successivo a Milano alla I Mostra del Novecento Italiano. Ancora nel ‘26, espone, assieme ai futuristi, alla XV Biennale di Venezia e alle successive edizioni della biennale (1928-38, 1942, 1950, 1954 e 1956) e partecipa a Roma alle Quadriennali, dal 1931 al 1939. Con la realizzazione di un affresco, nella Galleria degli Affreschi, prende parte alla V Triennale di Milano (1933), occasione a cui parteciperà ancora rispettivamente nel ’36, nel ’40 e nel ’54. Nel 1934 risulta inoltre tra i promotori della I Mostra Nazionale di Plastica Murale a Genova.
Dai tempi del suo esordio alla seconda guerra mondiale, l’artista modenese redige diverse pubblicazioni teoriche e manifesti futuristi, tra i quali, in ordine di tempo, Scenografia futurista (1915), L’arte meccanica (1923, in collaborazione con Paladini e Pannaggi), Aeropittura e superamento terrestre (1931) e Arte polimaterica (verso un’arte collettiva?), scritto nel 1944.
È inoltre tra i fondatori, nel 1945, dell’Art Club, associazione artistica romana, promotrice di esposizioni in Italia e all’estero.
Prampolini muore a Roma, il giorno successivo all’inaugurazione della Biennale veneziana del 1956.

sabato 19 aprile 2014

A Pasqua ingresso gratuito ai musei per tutti!

Siete in visita a Trieste? Avete un'occasione speciale per visitare i musei della città senza pagare nessun biglietto! L'Amministrazione comunale di Trieste sta facendo dal 2012 un grande sforzo di promozione dell'offerta museale cittadina, che si è tradotto non solo nelle tante iniziative di rinnovamento degli allestimenti delle sedi, nell'organizzazione di mostre ed eventi, nell'ampliamento dell'offerta didattica, ma anche nella concessione di aperture gratuite per i residenti, che hanno risposto con entusiasmo affollando - ogni seconda domenica del mese - i tanti musei che dipendono dal Comune.
Per la domenica di Pasqua 2014, invece, il privilegio si estende a tutti, residenti e turisti, cioè a qualsiasi visitatore si presenti al Museo Revoltella, nei Musei civici di storia ed arte (Castello di San Giusto, Civico Museo di Storia ed Arte, Museo Sartorio, Museo d'arte orientale, Museo Teatrale Schmidl) e nei Musei Scientifici (Museo di storia naturale, Museo del Mare, Acquario, Orto botanico) e desideri scoprire i tanti tesori che vi sono conservati.
Ecco una galleria di immagini del Museo Revoltella dove si è aperta da poco una mostra, che in realtà è un riallestimento della galleria d'arte moderna, intitolata "Salon Revoltella. Il museo e le sue opere".
Il giorno di Pasqua sarà aperto gratuitamente dalle 10 alle 19.










domenica 13 aprile 2014

"Salon Revoltella". Il Museo, le sue opere, i suoi autori

Da qualche giorno è terminato il nuovo allestimento del Museo Revoltella di Trieste, nel quale si possono vedere più del doppio delle opere (da 300 a 700) che nel 2013 erano esposte nelle sale del palazzo baronale e della Galleria d’arte moderna. Infatti, dopo una lunga opera di studio, di catalogazione e di restauro collegata a un completo lavoro di revisione degli inventari e di riorganizzazione dei depositi, che ha interessato più di mille pezzi, si è ritenuto giusto offrire ai visitatori la possibilità di esporre, oltre alle trecento opere normalmente distribuite nelle sale, altre quattrocento che di solito sono conservate in deposito e sono visibili solo su richiesta.

Nella maggior parte le opere aggiunte riguardano i pittori triestini di cui il museo possiede un vasto repertorio che tuttavia non può mai essere presentato al completo. In questo nuovo percorso invece, ciascun autore è presente con tutte le opere che figurano nell’inventario, naturalmente esposte in modo da utilizzare al massimo lo spazio e non sempre in condizioni di perfetta visibilità (proprio come nei famosi “Salon” parigini), ma è sicuramente meglio documentato in tutte le fasi della sua carriera grazie anche a molte opere inedite che non erano mai state viste. >>>